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PROGRAMMI

Studenti riminesi bloccati a Dubai in attesa di novità sul rientro

VOCE MARTA (in collegamento Marta Metalli)

Adrenalina, tanta stanchezza e un pizzico di timore nella voce di Marta. Studentessa sedicenne del liceo classico Giulio Cesare di Rimini. Insieme ad altri due compagni di scuola, ad un’altra studentessa riminese dell’istituto Valturio e a quasi 200 ragazzi provenienti da tutt’Italia, si trova in un hotel di Dubai. Bloccati dopo la chiusura degli spazi aerei in tutto il Medio Oriente seguito all’attacco da parte di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. I ragazzi avevano partecipato a un progetto del programma “Ambasciatore del futuro”, organizzato dall’agenzia WSC, Model United Nations e Simulazioni Diplomatiche. Partiti, dunque, per fare esperienza delle pratiche diplomatiche dei consessi internazionali, e trovatisi in mezzo a una guerra. Erano arrivati negli Emirati Arabi il 21 febbraio, sabato sera sarebbero dovuti ripartire per l’Italia. Non dall’aeroporto di Dubai, ma da quello di Abu Dhabi. Entrambi gli scali aerei sono stati colpiti da missili nelle scorse ore. E gli alberghi dove si trovano i ragazzi si trovano poco distanti dall’aeroporto internazionale di Dubai. Dalle finestre, gi studenti vedono una alta colonna di fumo
FOTO
e ieri hanno assistito ai lanci di missili.
Pezzo video (solo un cenno audio)
Nel pomeriggio sono stati spostati in altri hotel: in particolare i quattro studenti riminesi si trovano in tre hotel diversi, poco distanti tra loro. Gli hotel sono dotati di un bunker sotterraneo dove rifugiarsi in caso di allarme. Ai ragazzi sono state fornite tutte le istruzioni su come comportarsi in caso di allarme. Nella giornata di oggi hanno poi ricevuto la visita di un funzionario del consolato italiano. Il ministro degli Esteri Tajani in una conferenza stampa ha spiegato di aver avuto dai Paesi dove sono presenti gli italiani “garanzie di massimo sostegno e massima assistenza anche dal punto di vista economico”, e che “sono tutti ospiti di alberghi pagati dai Paesi dove si trovano”, anche se al momento gli studenti starebbero pagando a loro spese i pasti, che possono essere fatti arrivare con un delivery o comprati in hotel. Nessun timore per l’incolumità, ha detto il ministro, ma preoccupa l’alto numero di italiani che devono rientrare nel Paese: nell’area mediorientale sono circa mille. “Non sappiamo nulla di concreto sul rientro” spiegano le famiglie dei ragazzi. Di certo lo spazio aereo non riaprirà almeno fino al 4 marzo.



1 Marzo 2026



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