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Tentata rapina all’oreficeria Monti: tradito dal DNA, 27enne finisce in carcere
Un’irruzione violenta, le minacce con un revolver puntato alla gola del titolare e poi la fuga a mani vuote grazie alla pronta e coraggiosa reazione della moglie. A distanza di oltre un anno dai fatti, è arrivata la svolta sulla tentata rapina commessa il 16 giugno del 2025 all’oreficeria “Monti” di via Dei Cavalieri. A tradire uno dei tre rapinatori (dei quali uno era già stata arrestato mentre l’altro è ancora ignoto) è stato il Dna. Durante la colluttazione all’interno del negozio, l’aggressore armato ha perso un berretto e un paio di occhiali a specchio, mentre la donna lo affrontava ferendolo con una pinzetta da banco. Proprio da quegli occhiali e dalle tracce biologiche rimaste sullo strumento di lavoro, i carabinieri del Ris sono riusciti a isolare un’impronta digitale e un profilo genetico. L’incrocio dei dati con la Banca Dati Nazionale del DNA ha restituito una corrispondenza schiacciante, conducendo direttamente a un 27enne nato e residente a Rimini.
Il giovane, già plurirecidivo per reati contro il patrimonio, aveva ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali solo poche settimane prima del colpo. Valutata l’elevata pericolosità e il concreto rischio di reiterazione, la gip di Rimini Raffaella Ceccarelli – accogliendo la richiesta del pubblico ministero Davide Ercolani – ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dai carabinieri e dalla Squadra mobile di Rimini. Per il 27enne si sono così aperte le porte del carcere.
15 Settembre 2026
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