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Nuovo mercato ittico a Rimini. Il progetto avanza, le polemiche pure

E’ arrivata pochi giorni prima di Natale l’approvazione da parte della Giunta comunale del progetto esecutivo del Centro Servizi Polivalente per la pesca e acquacoltura italiana, il polo di funzioni dedicato alla pesca che sorgerà sulla sinistra del porto. Un mercato su due piani, senza livello interrato, con un solo piano visibile dall’esterno e un piccolo spazio museale. Un investimento da oltre nove milioni di cui 6,8 finanziati dal Ministero dall’Agricoltura.
Non arretra di un millimetro dalle proprie posizioni il Comitato Sinistra del Porto, che torna a ribadire tutta la contrarietà a una “operazione inopportuna” ritenuta impattante e senza reali benefici per la comunità. E accusando l’Amministrazione Comunale di adottare politiche green a seconda della convenienza: da una parte di adotta il piano del verde, dall’altro si va avanti con una colata di cemento in una collocazione che sarà quanto mai impattante a livello di traffico. E che il comitato si dice pronto a scommettere destinata a divenire un “ecomostro” disabitato nel giro di pochi anni data l’incessante crisi del settore della pesca. Con una flotta che oggi conta meno di 100 imbarcazioni rispetto alle 190 del 2011.
E, a livello lessicale, ce n’è anche per la denominazione di “Centro polivalente per la pesca e l’acquacultura”: di polivalente, spiega il Comitato, avrà solo una saletta usata tre volte all’anno e due reti da pesca appese per dire che c’è un museo



30 Dicembre 2025



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