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Mobilità sanitaria, la discussione arriva in Assemblea Legislativa
Non si placa il dibattito sulla mobilità sanitaria dopo le parole del presidente de Pascale: “in questo momento – ha detto alcuni giorni fa – il problema principale dell’Emilia-Romagna è l’enorme pressione di persone da fuori regione che si vengono a curare qui, intasando il sistema”. “Mobilità canaglia” è invece il termine coniato da Chiara Gibertoni, direttrice del Policlinico Sant’Orsola di Bologna. A provare a domare l’incendio ci prova l’assessore alla sanità Massimo Fabi in Assemblea legislativa spiega che “nel gergo in uso tra le Regioni, è l’Emilia-Romagna che è considerata canaglia perchè non ha definito i tetti di mobilità sanitaria con particolare intensità”. Ma le sue parole non convincono tutti. “O sono canaglie i professionisti o sono canaglie i cittadini. E questo è molto grave”, attacca Valentina Castaldini di Forza Italia secondo la quale, in tema di mobilità, se gli interventi ad alta complessità sono generalmente ‘in perdita’ quelli a bassa complessità sono invece fonte di guadagno. Tenendo conto poi del buco di bilancio della sanità regionale.
L’assessore Fabi torna però a puntare il dito sul sottofinanziamento del fondo sanitario nazionale e spiega che nel 2024 a fronte di una spesa di 253 milioni di euro per prestazioni erogate dalla sanità pubblica per mobilità saranno riconosciuti solo 241 milioni. Un gap di 12 milioni, 8 per prestazioni non di basso livello, dovuto alla differenza tra tariffe medie rispetto alle altre Regioni con le quali, dice l’assessore, proveremo a stipulare accordi per contenere il fenomeno. Non ci saranno comunque blocchi per i pazienti da fuori regione ma regole per evitare flussi impropri, assicura. “Davvero – ribatte Castaldini – il 17% di mobilità manda in crisi un sistema che ha retto anche la pandemia?”. “Certi ospedali – conclude – proprio grazie alla mobilità raggiungono il pareggio”.
12 Novembre 2025
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