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Il “prezzo” della cultura: Rimini sul podio delle province più care in Regione
La provincia di Rimini, capoluogo in testa, da anni ormai ha avviato un percorso per rilanciare e riqualificare l’offerta culturale e offrire a residenti e turisti l’opportunità di scoprire i tanti tesori del territorio. Un percorso non semplice ma necessario. Il comune di Rimini, ad esempio, per incentivare l’accesso ai musei ha inserito da maggio la gratuità per i residenti in provincia e per tutti gli under 30. In attesa di capire gli effetti del provvedimento, arriva però un approfondimento dell’Osservatorio Cultura e Turismo Emilia-Romagna che ha elaborato un indice del “costo della cultura”, prendendo in esame il biglietto intero per l’accesso ad un singolo sito, escludendo abbonamenti annuali e card turistiche multi-giorno. Spulciando la graduatoria, sorprende trovare Rimini tra le province più “care” con un prezzo che si attesta a 14 euro, dietro solo a Ravenna con 14,25 e Parma con 17,33. La più economica è invece Reggio Emilia con 7,33 euro. Non si tratta, precisa l’Osservatorio, di una classifica di merito perché una provincia più cara non è automaticamente meno virtuosa e una più economica non è necessariamente meglio gestita. Dietro ogni tariffa ci sono costi, scelte di politica culturale, forme di gestione, capacità di attrazione turistica e strategie rivolte a residenti o visitatori. Le rilevazioni raccontano però una regione tariffariamente eterogenea. Uno scenario dovuto anche ad un sistema culturale fatto di soggetti pubblici, statali, civici, ecclesiastici e privati, con regole e obiettivi differenti. L’indice, però, prende in esame solo una media dei prezzi rilevati. Intanto il comune di Rimini promuove la scelta dell’apertura serale dei Musei nei mercoledì della Shopping Night: 2.139 visitatori tra luglio e agosto, raddoppiati rispetto allo scorso anno quando le aperture straordinarie erano anche il venerdì.
27 Agosto 2026
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