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Costi e lunghe attese, 893 mila pazienti in regione rinunciano alle cure
Nulla di nuovo, verrebbe da dire, sul fronte sanitario per quanto riguarda l’accesso alle cure tra attese infinite e un ricorso sempre più massiccio al privato: questa volta però una nuova indagine dell’osservatorio Facile.it, commissionata a mUp Research, ha individuato il numero di pazienti, 893.000, che in tutta l’Emilia-Romagna hanno addirittura rinunciato a curarsi nel 2025 a causa di ragioni economiche o tempi d’attesa troppo lunghi.
L’indagine ha posto l’attenzione anche sul fenomeno delle “liste d’attesa chiuse”, che ha riguardato più di 1 paziente su 2. Per questi motivi, il 70% dei pazienti dell’Emilia-Romagna nel 2025 ha fatto ricorso alla sanità privata, con una spesa media di 450 euro per ciascuna prestazione.
Quasi 90mila i pazienti, invece, per fa fronte alle spese mediche, hanno chiesto un prestito a finanziarie, amici o parenti. Secondo l’osservatorio Facile.it, nella regione i prestiti personali per cure mediche pesano il 4% del totale dei finanziamenti chiesti e chi ha presentato domanda ha cercato di ottenere, in media, 5.700 euro.
Un problema regionale ma che naturalmente si allarga all’ambito nazionale. E in questo senso c’è chi ha avanzato l’ipotesi di una ricetta per tentare di scongiurare il problema: con un’interrogazione rivolta alla giunta regionale da Nicola Marcello (consigliere di Fratelli d’Italia), viene preso a modello il sistema recentemente adottato nelle Marche, in Abruzzo e in Puglia, ovvero quello che estende visite ed esami specialistici anche nelle giornate di sabato e domenica, e fino alle 23, con modalità che coinvolgono le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate. Il consigliere auspica la replica dello stesso modello in Emilia-Romagna. Nonostante il piano attivato nel 2024 dalla regione che ha portato a 1,5 milioni di prestazioni aggiuntive rispetto all’anno precedente, il percorso per garantire un accesso più snello alle cure evitando l’estrema soluzione della rinuncia, ha ancora bisogno di ulteriori passi.
4 Febbraio 2026
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