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Concessioni. I balneari: sui bandi i comuni non vadano in ordine sparso

Mentre il comune di Rimini si prepara entro gennaio a presentare il disciplinare per la messa a bando di una ventina di concessioni, anche se si tratta di piccole aree in stabilimenti di proprietà della zona nord, dalle categorie sindacali dei balneari arriva un appello ai comuni: non andate in ordine sparso. Cna, Confartigianato, Fiba, Sib e Oasi chiedono alle amministrazioni dell’intera Emilia Romagna di muoversi in sintonia con il lavoro regionale e di aspettare il completamento del quadro normativo nazionale. Il rischio, altrimenti, è quello di generare contenziosi e incertezze – dicono. L’auspicio degli operatori è quello di preservare il modello turistico romagnolo e per farlo i futuri bandi dovranno garantire equilibrio e regole certe per tutti, indipendentemente dal comune di appartenenza. Anche perché secondo i balneari non c’è fretta: la legge infatti fissa il termine per le procedure al 2027, con la facoltà di estensione al 2028. Quindi, dicono, meglio attendere l’esito del confronto aperto col ministero delle Infrastrutture in particolare su due aspetti centrali. In primis gli indennizzi, da sempre contestati dall’Europa, ma fulcro della battaglia dei balneari che chiedono il riconoscimento del reale valore aziendale e commerciale dell’impresa, inclusi beni immateriali e avviamento. Inoltre le sigle di categoria ricordano che il ministro Salvini ha annunciato a breve un modello standard di bando a livello nazionale. Motivo in più, quindi, per non muoversi in ordine sparso. Resta però da capire cosa ne dirà l’Unione Europea che da oltre 15 anni attende che l’Italia si uniformi alla cosiddetta direttiva Bolkestein.



11 Gennaio 2026



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