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Concessioni ancora nel caos: la posizione dei balneari
Concessioni ancora nel caos. Si è arenato in commissione finanze il decreto Fitto, concordato con l’Unione Europea, che prevedeva lo slittamento delle evidenze pubbliche a dopo l’estate 2027 ma il venir meno degli indennizzi. Uno stop decretato dal fuoco amico della maggioranza che ha presentato una serie di emendamenti: dal diritto di prelazione per il titolare della concessione al riconoscimento di un indennizzo pari al valore aziendale. Per la conversione in legge del decreto c’è tempo fino a metà novembre, altrimenti si ritornerebbe al passato, vale a dire alla legge Draghi con le evidenze quindi dietro l’angolo. I balneari si trovano quindi ancora nell’incertezza e, pur ribadendo le critiche all’ultimo provvedimento, chiedono risposte immediate
Intanto a tenere banco è anche la questione redditi. Su alcune categorie sono infatti scattate le verifiche da parte di Agenzia delle entrate e Finanza e gli accertamenti sui balneari dovrebbero essere più scrupolosi proprio in vista delle future evidenze. Dai dati, relativi alle dichiarazioni 2022, emerge che gli operatori riminesi sono tra i più poveri con un reddito medio appena sotto ai 30mila euro. A Tropea si sfiorano invece i 33mila, a Taormina i 90mila e a Lignano Sabbadoro si arriva a 270mila. Numeri che non devono sorprendere, spiega però Vanni
18 Ottobre 2024
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