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Coldiretti: la distorsione del “made in Italy” che arriva dall’estero

Anche una delegazione di agricoltori riminesi della Coldiretti era presente al Brennero per la manifestazione nazionale che ha visto 10 mila soci uniti per far sentire la propria voce e difendere un settore, già duramente colpito dalla guerra in Medio Oriente e dalle tensioni nello stretto di Hormuz, che ora sta affrontando una nuova impennata dei costi legati a energia, carburanti e fertilizzanti. Una situazione che si unisce ad un problema ormai cronico l’ingresso nel Paese di prodotti esteri che, a seguito della normativa sull’ultima trasformazione sostanziale, vengono “italianizzati” con semplici lavorazioni.
In un tavolo simbolico allestito da Coldiretti emerge come, dietro etichette apparentemente nazionali, si nascondano in realtà materie prime provenienti dall’estero. Dalle fettine di pollo sudamericano trasformate in crocchette di pollo “italiano”, alla cagliata Ucraina che, una volta lavorata, si trasforma in mozzarella italiana, per non parlare delle arance sudafricane che diventano succhi di frutta “italiani” perchè trasformati in Italia. Fino al grano canadese, cresciuto grazie al glifosato vietato in UE perché “probabilmente cancerogeno”, trasformato in pasta italiana



27 Aprile 2026



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