PROGRAMMI
Caldo a scuola: serve piano strutturale. La Regione chiama in causa il Governo
Il caldo sta diventando un problema anche per le scuole e la Regione punta ad un piano strutturale per risolvere le criticità abbandonando la logica degli interventi d’urgenza. Ma se nidi e scuole dell’infanzia sono strutture dove la competenza e la gestione diretta dei Comuni consentono una programmazione condivisa con la Regione per accelerare l’adeguamento termico, per le scuole dell’obbligo secondo l’assessora Conti serve un piano nazionale capace di mobilitare risorse statali straordinarie. Attualmente il ministro ha messo sul piatto 20 milioni di euro per condizionamento e raffrescamento che, evidenzia l’assessora, sono circa 50 euro per ogni scuola d’Italia. Il tema, affrontato in assemblea legislativa, ha acceso il dibattito con la maggioranza che ha evidenziato come la Regione da sola non possa sopperire a carenze strutturali importanti e ha puntato il dito sull’esecutivo
Per la minoranza, invece, il Governo, numeri alla mano, ha provveduto, anche grazie ai fondi Pnrr, a una riqualificazione importante delle scuole. Secondo il consigliere riminese di FdI Nicola Marcello l’attuale situazione è da imputare invece all’abolizione delle Province (competenti per le scuole superiori) che dal 2014 ha aperto una lunga fase di vuoto. Ingiusto e strumentale quindi puntare il dito sull’esecutivo.
10 Settembre 2026
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