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Affitti brevi, pratiche a rilento. Colpa del cambio di destinazione

Pratiche che vanno a rilento, difficoltà a comprendere i passaggi burocratici, i tempi istruttori e le condizioni effettive per svolgere correttamente l’attività. Sono questi i problemi sollevati da molti privati riminesi dopo l’introduzione della legge regionale sugli affitti brevi (fino a 30 giorni). A farsene portavoce in consiglio comunale il consigliere della Lega Andrea Pari. La nuova normativa, non retroattiva, ha istituito la destinazione d’uso “locazioni brevi” col passaggio obbligatorio da “residenziale” a “turistico” per chi vuole collocare l’alloggio sul mercato degli affitti brevi. Proprio questo, ha spiegato l’assessore Magrini, ha bloccato le pratiche finora presentate per ottenere il CIN
Al momento restano invece fuori dalla destinazione turistica gli affitti oltre i 30 giorni. Si attende poi dalla regione una circolare esplicativa su una questione importante: come comportarsi in riferimento all’incremento del carico urbanistico in caso di cambio di destinazione d’uso. Una risposta, quella dell’assessore, che non soddisfa il consigliere Pari secondo cui la legge regionale rischia di incrementare l’emergenza abitativa riminese costringendo ad una scelta definitiva chi finora alternava modalità diverse per gli affitti dando risposta ad esempio a studenti o lavoratori fuori sede



17 Aprile 2026



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